Il nuovo direttore delle scuole per l’infanzia si presenta

Mi chiamo Andrea Maffeis e sono il nuovo coordinatore pedagogico dell’Associazione delle scuole dell’infanzia di Scanzorosciate. Raccolgo il testimone dalla collega Stefania Manella.

Per alcuni la parola “coordinatore” è un po’ vaga: preferiscono “direttore”; come, del resto, l’espressione “scuola dell’infanzia” sembra essere troppo chic, molto meglio “asilo”. Insomma, per queste persone sono il nuovo “direttore dell’asilo”…

A me piace molto l’appellativo che utilizzò una volta una bambina di quattro anni. Lavoravo a Brignano, la prima scuola che ho coordinato; erano gli anni tra il 2006 e il 2011. Appena entrai in salone (dicasi: “sala per le attività collettive”) lei corse verso di me ed esclamò: “Ehi, capitano!” Mi si illuminò il viso come non mai. Con il suo entusiasmo, marcato da uno spiccato accento napoletano, mi aveva regalato una bellissima immagine: la scuola come un vascello che percorre i sette mari…

A scuola, sezioni primavere comprese, succedono un sacco di cose interessanti. Per i bambini, ma anche per noi adulti. Avete presente il gioco del silenzio, quello del gessetto nascosto in uno dei due pugni protesi? Ero capitato in una delle cinque sezioni di Tagliuno – la scuola che ho coordinato dal 2011 fino allo scorso giugno – ed ero stato invitato a parteciparvi. Arrivò il mio turno per indovinare: non ci azzeccai. Enfatizzai il mio dispiacere per far sorridere i piccoli, ma il bambino che deteneva il gessetto prese sul serio il mio scoramento e mi consolò: “Andrea, è solo un gioco…” e terminò la frase, dopo una breve pausa, con un clamoroso: “… perde chi vince!” Il suo tono di voce, la sua mimica facciale, la sua postura mi persuasero.

Tra il 2000 e il 2005, invece, ho lavorato come educatore aggiunto alla scuola dell’infanzia di Pedrengo attraverso le cooperative sociali “L’Impronta” e “Namasté”. Lì sono stato testimone di un altro lodevole gesto di empatia e di un arguto ragionamento. Siamo a marzo. Un piccolo piange ancora (!) nel momento del distacco dal genitore al mattino. La maestra fa il suo pezzo e il bambino si calma, ma non del tutto. Si avvicinano un grande, una piccola, un mezzano. Il grande, piegando un poco il capo su un lato, dice: “Tommaso, se ti rilassi un attimo poi non ci pensi più. Pensaci: non pensarci!” (Mi ci vuole un attimo per capire il discorso, ma poi lo afferro). Non finisce qui; la piccola: “Ci siamo qui noi… tutti i tuoi amici.” Il mezzano, il meno convincente dei tre: “Ci fai tutti piangere…” E’ la piccola (e femmina) che corre ai ripari inseguendo un’altra pista: “Sono andati via tutti. La mia mamma è al lavoro. La mamma della Jessica è al lavoro…” Seguono gli esempi di altre otto-dieci mamme… ve le risparmio.

Cosa fa un coordinatore pedagogico in una scuola, oltre ad ascoltare i bambini nella convinzione che le cose che dicono, pensano e sentono sono importanti? I bambini maschi di Montello – la scuola che ho coordinato dal 2012 allo scorso giugno – sembravano non avere dubbi quando, scrutandomi dritto negli occhi, mi chiesero: “Ma tu sei il capo delle maestre?”

C’è, però, una dimensione che trascende quella del “comando” e del “controllo”: quella dell’invenzione. E’ il direttore che ha inventato l’asilo, è lui che l’ha costruito, è lui che ci abita, giorno e notte. Quindi, non c’è da stupirsi se il coordinatore conosce il punto esatto dell’aula dove sono riposti i fogli bianchi da disegno. Giovanni, cinque anni, dice alle tre sorprese compagne: “Certo che (Andrea) sa dove sono i fogli, l’ha inventato lui l’asilo!!!”

Se leggeste l’album che i grandi nati nel 2012 mi hanno regalato più di due mesi fa sapreste, tra le altre cose, che io lavoro “in ufficio giù di sotto” e che vado sempre a salutare i bambini. Io scrivo le parole. Quando io lavoro a Nicholas piace dirmi delle cose e io lo ascolto. Sono le loro parole, le referenze inaspettate che difficilmente riesci ad inserire in un curriculum vitae.

Ma ciò che più conta è che, come comunità, parrocchiale e civile, abbiamo a disposizione un luogo, quello della scuola dell’infanzia, che vuole essere “buono”, che accolga e accompagni, che faccia da cassa di risonanza delle virtù e delle potenzialità di un’umanità così piccina ma incredibilmente già pronta. Attraverso la scuola, noi adulti abbiamo una nuova possibilità di intessere legami per una società più giusta e che possa generare speranza “affidabile”.

A cura del coordinatore pedagogico-didattico Andrea Maffeis

Pentacordo n. 25

Per qualsiasi informazione: Tel. 035.66.14.97

ASSOCIAZIONE
“Vescovo Roberto Amadei”
delle Scuole dell’Infanzia di Scanzorosciate

Via F.M. Colleoni 1
24020 SCANZOROSCIATE (BG)
Tel/fax 035 661497
direzione@associazionevescovorobertoamadei.it

Scuola dell'Infanzia "Parrocchia di S.Pietro ap."

Scanzo
Via F.M. Colleoni, 1
Tel. 035.66.14.97

Scuola dell'Infanzia
"Mons. G. Rossi"

Rosciate
Via L. Lotto, 1
Tel. 035.66.12.20

Scuola dell'Infanzia "San Giovanni nei Boschi"

Tribulina
Via Collina Alta 6/A
Tel. 035.45.99.151